Bersani: "Rispetto le prerogative di Napolitano"

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, durante una conferenza stampa indetta per presentare il primo degli otto punti programmatici elencati nella giornata di ieri durante la direzione nazionale del Partito, ha commentato così le sue mosse future: "Abbiamo avuto l'esigenza di dire, se chiamati, qual è la nostra attitudine, questa è la nostra proposta, è il piano A, non tocca a noi elaborare altri piani, ci atteniamo alle valutazioni del Capo dello Stato". "Io – ha proseguito – sono assolutamente rispettoso di queste prerogative e mi fermo al punto in cui siamo arrivati. Tutto il resto si vedrà nei rapporti e nei contatti con la presidenza della Repubblica". E ha aggiunto che è un dovere di responsabilità per il Pd dire "attraverso quale via può essere avviata la legislatura e data governabilità al Paese". Leggi l'editoriale Il complesso dell'inciucio di Giuliano Ferrara - Leggi Napolitano: "Farò il mio dovere fino all'ultimo giorno del mio mandato"
7 MAR 13
Ultimo aggiornamento: 14:46 | 17 AGO 20
Immagine di Bersani: "Rispetto le prerogative di Napolitano"
Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, durante una conferenza stampa indetta per presentare il primo degli otto punti programmatici elencati nella giornata di ieri durante la direzione nazionale del Partito, ha commentato così le sue mosse future: "Abbiamo avuto l'esigenza di dire, se chiamati, qual è la nostra attitudine, questa è la nostra proposta, è il piano A, non tocca a noi elaborare altri piani, ci atteniamo alle valutazioni del Capo dello Stato". "Io – ha proseguito – sono assolutamente rispettoso di queste prerogative e mi fermo al punto in cui siamo arrivati. Tutto il resto si vedrà nei rapporti e nei contatti con la presidenza della Repubblica". E ha aggiunto che è un dovere di responsabilità per il Pd dire "attraverso quale via può essere avviata la legislatura e data governabilità al Paese".
Pier Luigi Bersani ha anche apprezzato le parole del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi sulla crisi e la necessità di assicurare stabilità: "C'è un paese in una crisi profonda, non se ne parla in questi giorni ma la crisi continua e c'è una recessione drammatica, un problema sociale che si aggrava, un andamento dell'economia reale che a dir poco preoccupa", ha spiegato nel corso della conferenza stampa al Pd per presentare le proposte anticorruzione. "C'è questo richiamo da sottolineare del presidente Squinzi, bisogna che teniamo gli occhi fissi sul drammatico passaggio della vita nazionale", ha avvertito.
Poi Bersani è tornato a stigmatizzare la legge elettorale che non ha consentito di dare governabilità al Paese: "C'è una situazione parlamentare in cui il Pd ha quasi il doppio dei parlamentari della destra e quasi il triplo del Movimento 5 stelle. La nostra alleanza – ha proseguito – ha una maggioranza assoluta alla Camera e relativa al Senato e in altri sistemi ci sarebbe stata immediata governabilità, nel nostro balordo e pericoloso sistema elettorale questo non è consentito in automatico e si capirà chi non l'ha voluto cambiare".
In merito alla proposta del Pd per la lotta alla corruzione contenuta negli otto punti programmatici, il segretario del Pd ha affermato: "Non è possibile che un paese che vuole la crescita come il nostro possa figurare al settantaduesimo posto per la legalità. Non è vero che con l'onestà non si mangia, con l'onestà si mangia e si beve. Partiamo da questo e dai suoi contorni, per avviare questa campagna di approfondimento e discussione". E ha aggiunto: "E' un tema che non riguarda solo il civismo ma l'economia".
Il leader del Pd poi è tornato a commentare Grillo e il suo Movimento: "Grillo non vuole diplomazie e scambi di sedie: ne voglio meno di lui. Ha scelto la strada parlamentare, adesso dirà come intende prendersi le sue responsabilità davanti al Paese. Voglio solo sottolineare qual è la situazione del Paese. L'idea del tanto peggio tanto meglio è un'idea distruttiva. Adesso c'è l'Italia e ognuno si prenderà le sue responsabilita'". E ha aggiunto: "Io non inseguo Grillo in tutte le dichiarazioni, non ho intenzione di replicare né agli insulti né alle considerazioni. Io ho in testa il mio paese. Io a Grillo non ho da dire niente. Lui non vuole diplomazie e scambi di sedie. Io ne voglio ancora meno di lui". Poi ha concluso e ribadito: "Grillo ha scelto una via parlamentare, poteva sceglierne una extraparlamentare. Adesso dirà come intende prendersi le sue responsabilita' davanti al paese, voglio solo sottolineare adesso c'e' l'Italia davanti a noi, il paese non ha bisogno di risposte incappucciate".

Il segretario è poi tornato a escludere accordi di governo con il Pdl: "Non è presentabile agli occhi del paese un accordo di governo tra noi e il Pdl".
E, sulla durata del prossimo governo, si è detto più ottimista del sindaco di Firenze Matteo Renzi: "Non so quanto possa immaginarsi una durata di un governo, ho detto che dobbiamo dare un abbrivio a questa legislatura. Se avviene questo sono più fiducioso di Renzi sulla possibile durata perché l'esigenza di cambiamento è conclamata. Il problema è l'abbrivio".